Non volevo aggiungere altro orrore alla storia, per questo ho inserito la foto di un cucciolo innocente.

La storia del bambino ucciso dai due dogo argentino ormai è l'argomento della settimana, nella sua tragicità.

Tutti si sentono indignati per una storia che a  loro non ha toccato e non toccherà mai, tutti pronti a  dare la soluzione semplice e immediata a tutti i problemi, perchè si sa, gli italiani sono tutti grandi allenatori quando si parla di squadre di calcio al bar dello sport, e le stesse competenze si ritrovano in tutti i settori. TUTTI.

E quindi tutti a parlare di come si dovrebbe tenere un cane, quali discipline sportive dovrebbe o non dovrebbe fare, tutti a parlare di socializzazione presunta o mancata, delle condizioni di vita dei cani, come se abitassero tutti li accanto e conoscessero per filo e per segno la storia di quei cani, la gestione familiare e le dinamiche dell'accaduto.

La cosa che più mi spaventa è la semplicità delle argomentazioni, l'ignoranza dilagante in materia di comportamento canino ed etologia, e la gigantesca presunzione nell'avere la conoscenza assoluta del "tutto".

Tutti parlano di tutto, come se il fatto di aver avuto 1, 2, 5 cani, magari tranquillissimi, nella propria vita faccia di loro un esperto (considerando che 5 cani un professionista li vede ogni mezza giornata, nel mio caso e dei miei collaboratori più stretti che mi piace chiamare colleghi, in mezza giornata ti ritrovi a lavorare con "almeno" 5 cani problematici).

La cosa  buffa è che nessuno dei professionisti del comportamento (almeno di quelli che reputo competenti) si è schierato, perchè sanno bene che il problema non è il cane aggressivo, non è la cattiva sorte, e non è una mancanza di fede, ma che le condizioni che possono portare a una situazione di rischio sono talmente tante che qualsiasi cosa venga detta è potenzialmente sbagliata, e nulla toglierebbe alla tragicità dell'evento.

È semplice evitare queste tragedie, ma è ancora più semplice farle accadere se non si hanno le corrette competenze e gli unici a sapere cosa realmente abbia scatenato la reazione dei dogo sono solamente quel povero bambino e i due cani.

Io dalla mia, do un abbraccio virtuale di cordoglio alla famiglia e alle persone che amavano quel bambino, e nel mio piccolo mi adopererò come sempre a fare informazione cinofila corretta, priva di forzature dettate dal marketing cinofilo attuale e ad attuare tutte le escamotage che un professionista conosce (o dovrebbe conoscere) per fare in modo che, almeno con i cani che passeranno dalle mie mani, queste tragedie non accadano mai.

Un abbraccio

 

Francesco