Doti naturali o problemi comportamentali?

Doti naturali o problemi comportamentali?

Recupero un vecchio articolo del 2015, anche perchè più passa il tempo, più i quesiti in cinofilia…sono sempre gli stessi.

Buona lettura.

Ultimamente ho notato una discreta confusione fra quelle che possono essere le doti di un cane e le problematiche comportamentali, la cosa strana è che le due parole hanno un’accezione non semplicemente diversa ma opposta.
Un po’ come confondere il bene con il male, Darth Vader con Luke Skywalker, Babbo Natale con il Grinch.

Il vero motivo che nella stragrande maggioranza dei casi crea questa confusione, è proprio il fatto che il proprietario spesso non riesce a capire il potenziale del proprio cane, non riesce ad indirizzare queste doti, e li ci possiamo trovare di fronte a comportamenti problematici, sia per il padrone che per il cane stesso.

Elenchiamo le DOTI NATURALI del cane:

  • CORAGGIO – capacità di affrontare situazioni potenzialmente pericolose.
  • IMPULSO DI DIFESA – capacità di proteggere le persone o altri animali a cui il cane tiene particolarmente.
  • IMPULSO DI LOTTA – piacere provato dal cane nel battersi per una risorsa.
  • IMPULSO PREDATORIO – capacità del cane di inseguire una preda e di catturarla.
  • RESISTENZA – capacità del cane di mantenere la concentrazione per un lungo periodo di tempo.
  • AGGRESSIVITÀ – capacita del cane di reagire in maniera aggressiva ad una situazione negativa.
  • MORDACITÀ – capacità di usare il morso per affrontare una situazione negativa.
  • COMBATTIVITÀ: – capacità di reagire ad uno scontro, con la lotta, fino al morso.
  • TEMPERAMENTO – capacità di reagire prontamente a uno stimolo.
  • DOCILITÀ – capacità del cane di collaborare con l’uomo.
  • TEMPRA – capacità del cane di sopportare stimoli negativi prima di innescare una risposta.
  • VIGILANZA – capacità di cogliere mutamenti (attraverso i propri sensi) in un contesto statico.
  • POSSESSIVITÀ – capacità di identificare un oggetto, un area, o qualsiasi risorsa (il proprietario, il cibo, un gioco, etc.) come propria o del gruppo di appartenenza e di difenderla.

Bene…ora togliamoci dalla testa il senso di giusto o sbagliato, buono o cattivo e iniziamo a vedere le cose con un’ottica neutra.
Giusto o sbagliato dipendono dal contesto, ed è estremamente superficiale valutare una dote di un cane secondo il nostro senso etico, saremmo noi stessi i primi a contraddirci in un contesto imprevisto.

Un cane che morde una persona è sempre un “canekiller“? E se ad esempio qualcuno prova a rapire vostro figlio e il vostro cane gli stampa un morso sulla coscia…la stessa azione avrà la stessa valenza morale? Se qualcuno alle vostre spalle si muove in maniera sospetta e il vostro cane gli fa un ringhio di avvertimento…è sempre e comunque un “canekiller“?

Però semplicemente il cane è cane, e dell’etica e della morale non si interessa.
Ha la sua, molto più legata al benessere e alla sopravvivenza propria e di conseguenza del suo gruppo.

Ora parlando di cane mordace, già ci si appanna la vista…ma un cane che non sa usare il morso è l’equivalente di una persona che non sa usare le mani.
Anche a noi umani, sin da piccoli ci insegnano la differenza fra una carezza e uno schiaffo (e quando usarli o meno), non è che ci portano dal chirurgo a togliere le mani…andrebbe fatto lo stesso anche con i cani.

Parlando di impulso predatorio è quello che permette di giocare o lavorare con un cane, è quello che gli permette di inseguire e voler catturare una pallina, un salamotto o una manica. E’ forse la dote che più ci permette di creare una relazione profonda con il cane. Se però il cane non sa canalizzare questa dote possono insorgere problemi.
Un cane che non esprime il proprio predatorio in maniera coerente, può degenerare in comportamenti scorretti quali inseguire a perdifiato qualsiasi cosa si muova (anche mentre lo stiamo portando a passeggio affianco a una strada trafficata), o ancora peggio iniziare a predare la propria coda il che può determinare comportamenti autolesionistici (perchè alla fine, a forza di ripetere l’inseguimento, imparano a catturare la coda e a morderla facendosi del male).
Quindi sicuramente ogni allevatore con un pò di buonsenso tenderà a bilanciare, esaltando o mitigando queste doti, per evitare che il cane diventi un pericolo per se stesso o per gli altri, e esaltando la capacità di affrontare le situazioni per cui è stato selezionato.

Un buon addestratore preferirà sempre lavorare con cani testardi, con un caratteraccio, e pieni di iniziativa personale (qualcuno ha detto ribelli), perchè sono quelli che alla fine ti daranno più soddisfazione, e dai quali riuscirà a tirare fuori delle eccellenze.

Chiedere aiuto a un professionista potrebbe cambiare radicalmente in meglio la vostra relazione con il cane, potrebbe farvi notare doti meravigliose di cui non avevate idea nonostante viviate con il vostro cane da anni.
Spesso bastano piccoli accorgimenti per tirare fuori un diamante da un pezzo di carbone e quelli che avevamo sempre visto come problemi diventeranno i punti di forza del nostro amico a 4 zampe,

Un abbraccio. Francesco.

Add a Comment

Your email address will not be published.